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Una volta
registrati e individuato un partner interessato a uno o più
argomenti comuni, si potrà costituire un team di cooperazione a
distanza. Tale team sarà formato dagli insegnanti che hanno
aderito al progetto, dagli alunni o gruppi di alunni che questi
hanno deciso di coinvolgere, da eventuali altri insegnanti di
supporto (per le lingue o per l’utilizzo delle tecnologie) e da
un tutor dello staff del progetto.
La
filosofia del progetto è tendente a concentrare la cooperazione
tra gli stessi studenti nell’ambiente CmapTools, mirando al
raggiungimento di un buon livello di interazione tra questi.
Esempi di modalità di collaborazione:
1. Ciascun
partner sviluppa una propria mappa su un argomento comune ed
esamina il lavoro dell’altro. Lo scambio emerge dal confronto,
utilizzando fili di discussione e annotazioni.
2.
Entrambi i partner lavorano alla stessa cmap, editandola a
turno, seguendo delle regole per informare l’altro dell’aggiunta
e della modifica dei contenuti, ma senza divisione dei compiti e
del dominio di conoscenza. Anche per i chiarimenti sarà
necessario uno scambio.
3.
Entrambi i partner lavorano alla stessa mappa complessa o allo
stesso modello di conoscenza, proponendo e concordando i
sotto-argomenti da sviluppare. Sono possibili anche collegamenti
tra sotto-argomenti, quand’anche questi si trovino in mappe
diverse.
ESEMPIO
Per esempio, nel caso della collaborazione Malta - Italia, i
bambini di Malta potranno iniziare una mappa in inglese e
aggiungervi la versione italiana, quindi pubblicarla. I bambini
italiani a questo punto amplieranno la mappa con le loro
conoscenze, la editeranno in italiano e con i loro insegnanti,
aggiungeranno le nuove parole in inglese e ritrasmetteranno la
mappa. È facile immaginare come questo interscambio comporti
aggiunte successive di proposizioni significative, risorse e
revisioni. La crescita della cmap può avvenire in concomitanza
con il lavoro di approfondimento degli studenti con i rispettivi
educatori, anche lungo percorsi pluriennali. In tale prospettiva
appare quanto mai appropriato parlare di “mappe viventi”.
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