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INTERAZIONE

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Interazione classe 3^ A Marconi

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Interazione classi 2^ Marconi/Moro

 

DIARIO DI BORDO  - BERNALDA – 11/01/03

INTERAZIONE

(Esperienza  condotta nella classe 3^ C  del plesso di Via Marconi dall'ins Antonietta Lombardi)

 

Si riprende il concetto di interazione chiedendo ai bambini di fare degli esempi e di specificare le evidenze delle interazioni considerate. Gli esempi man mano vengono registrati alla lavagna.

INTERAZIONE  (tra)

EVIDENZA DELL’INTERAZIONE

Lavagna/gessetti

Scrittura o disegni

Frullatore/presa elettrica

Lame che girano

Batteria/caricabatteria

Cellulare acceso

Matita/temperamatita

Punta alla matita; trucioli

Telecomando/televisore

Televisore acceso; cambio di canali

Forza di gravità/oggetti

Oggetti che cadono

Termosifoni/mani/gambe

Le mani, le gambe, il corpo si riscalda

Microfono/voce

La voce si sente dalle casse

Interruttore/lampadina

Luce accesa/luce spenta

Legna/fiamma *

Cenere

 vedi tabella 3^ A Moro

* Francesco Q: tra la legna  e la fiamma c’è interazione, però la legna si consuma. Ci sono alcuni oggetti che dopo l’interazione restano uguali, altri invece che non esistono più, cambiano completamente.

Maestra: queste interazioni avvengono tutte allo stesso modo? Quasi tutti rispondono che alcune “avvengono in modo uguale”, altre no. Chiediamo loro di indicarci le interazioni che avvengono “allo stesso modo” e registriamo le loro indicazioni alla lavagna.

1° raggruppamento

2° raggruppamento

Lavagna/gessetti

Microfono/voce

Frullatore/presa elettrica

Forza di gravità/oggetti

Forbici/carta

Antenna/televisore

Penna/quaderno

Interruttore/lampadina

Batteria/caricabatteria

Telecomando/televisore

Matita/temperamatita

 

Maestra: In base a quale criterio avete formato i due raggruppamenti?

Francesca: Gli oggetti del primo raggruppamento devono stare vicini per interagire. Noemi: Si devono toccare. Francesco T: devono essere a contatto tra di loro. Gli oggetti del secondo raggruppamento non sono a contatto tra di loro ma lontani, sono distanti. Ad esempio, l’antenna e il televisore sono distanti e per interagire hanno bisogno del cavo. Noemi: è lo stesso per l’interruttore e la lampadina: ci deve essere il filo elettrico che deve unire l’interruttore con la lampadina. Francesco C: se gli oggetti che interagiscono sono distanti, ci vuole qualcosa che li unisce, un mezzo per far avvenire l’interazione. Noemi: L’interazione tra gli oggetti del primo gruppo avviene se gli oggetti sono a contatto, tra gli oggetti del secondo gruppo l’interazione avviene a distanza. (disegni bambini)

 

Esperienza:
Si presentano  alcuni barattolini sigillati porta-pellicole opachi, con oggetti, dei quali alcuni di metallo magnetico, (moneta da un centesimo, chiodo, anello di argento, graffette, bullone, appendino ecc), e una  calamita.

Maestra: In quale dei barattoli c'è un oggetto che può interagire con la calamita?

I bambini prendono uno alla volta i barattolini e ci poggiano sopra la calamita; tenendo la calamita sul barattolino, provano a scuoterli uno alla volta, mettendo da parte quei barattolini dove si sente distintamente il rumore dell’oggetto e quelli dove invece c’è assenza di rumore.

Francesco C: in questi (barattolini) non si sente il rumore perché l’oggetto si è attaccato alla calamita.
Noemi:
alcuni metalli si attaccano alla calamita, cioè “hanno la proprietà di attaccarsi”.

Francesco T: altri metalli non  hanno la proprietà di “attaccarsi”. Claudio: non si sono attaccati direttamente alla calamita, perché tra l’oggetto e la calamita c’è “la plastica” del barattolo. Bambini: vediamo cosa succede se mettiamo gli oggetti che si attaccano fuori dai barattoli. I bambini si raggruppano intorno ad un banco sul quale hanno messo, sparsi,  gli oggetti attratti dalla calamita. Alcuni bambini a turno muovono la calamita che “ acchiappa” gli oggetti . Dopo alcune volte, i bambini osservano che gli oggetti più leggeri sono attratti da più lontano; quelli più pesanti da più vicino e che “occorre fare  più forza” per staccare gli oggetti pesanti dalla calamita. Provano in molti. I bambini cominciano a “misurare” la distanza tra la calamita e l’oggetto nell’istante in cui questo è attratto e nel farlo “segnano” con le dita il punto esatto.  Espressioni di meraviglia nel constatare che “gli stessi oggetti sono attratti tutt’intorno alla calamita dalla stessa distanza”. Vogliono provare tutti e oggetti  stabiliscono la “ distanza che occorre ai vari oggetti per scappare” verso la calamita. Solo con il bullone la distanza deve essere minima.

 

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