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DIARIO DI BORDO
- BERNALDA – 11/01/03 INTERAZIONE (Esperienza condotta
nella classe 3^ C del plesso di Via Marconi dall'ins Antonietta Lombardi) Si riprende il
concetto di interazione chiedendo ai bambini di fare degli esempi e di
specificare le evidenze delle interazioni considerate. Gli esempi man mano
vengono registrati alla lavagna.
* Francesco Q: tra la legna e la fiamma c’è interazione, però la legna si consuma. Ci sono alcuni oggetti che dopo l’interazione restano uguali, altri invece che non esistono più, cambiano completamente. Maestra: queste interazioni avvengono tutte allo stesso modo? Quasi tutti rispondono che alcune “avvengono in modo uguale”, altre no. Chiediamo loro di indicarci le interazioni che avvengono “allo stesso modo” e registriamo le loro indicazioni alla lavagna.
Maestra: In base a
quale criterio avete formato i due raggruppamenti? Francesca: Gli oggetti
del primo raggruppamento devono stare vicini per interagire. Noemi:
Si devono toccare. Francesco T: devono essere a contatto tra di
loro. Gli oggetti del secondo raggruppamento non sono a contatto tra di
loro ma lontani, sono distanti. Ad esempio, l’antenna e il televisore
sono distanti e per interagire hanno bisogno del cavo. Noemi: è lo
stesso per l’interruttore e la lampadina: ci deve essere il filo
elettrico che deve unire l’interruttore con la lampadina. Francesco C:
se gli oggetti che interagiscono sono distanti, ci vuole qualcosa che li
unisce, un mezzo per far avvenire l’interazione. Noemi:
L’interazione tra gli oggetti del primo gruppo avviene se gli oggetti
sono a contatto, tra gli oggetti del secondo gruppo l’interazione
avviene a distanza. (disegni
bambini) Esperienza: Maestra: In
quale dei barattoli c'è un oggetto che può interagire con la calamita? I bambini prendono uno alla
volta i barattolini e ci poggiano sopra la calamita; tenendo la calamita
sul barattolino, provano a scuoterli uno alla volta, mettendo da parte
quei barattolini dove si sente distintamente il rumore dell’oggetto e
quelli dove invece c’è assenza di rumore. Francesco C: in questi
(barattolini) non si sente il rumore perché l’oggetto si è attaccato
alla calamita. Francesco T: altri
metalli non hanno la proprietà
di “attaccarsi”. Claudio: non si sono attaccati direttamente
alla calamita, perché tra l’oggetto e la calamita c’è “la
plastica” del barattolo. Bambini: vediamo cosa succede se
mettiamo gli oggetti che si attaccano fuori dai barattoli. I bambini si
raggruppano intorno ad un banco sul quale hanno messo, sparsi,
gli oggetti attratti dalla calamita. Alcuni bambini a turno muovono
la calamita che “ acchiappa” gli oggetti . Dopo alcune volte, i
bambini osservano che gli oggetti più leggeri sono attratti da più
lontano; quelli più pesanti da più vicino e che “occorre fare
più forza” per staccare gli oggetti pesanti dalla calamita.
Provano in molti. I bambini cominciano a “misurare” la distanza tra la
calamita e l’oggetto nell’istante in cui questo è attratto e nel
farlo “segnano” con le dita il punto esatto.
Espressioni di meraviglia nel constatare che “gli stessi oggetti
sono attratti tutt’intorno alla calamita dalla stessa distanza”.
Vogliono provare tutti e oggetti stabiliscono
la “ distanza che occorre ai vari oggetti per scappare” verso la
calamita. Solo con il bullone la distanza deve essere minima.
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